Un backup è una copia dei dati che permette di recuperarli quando gli originali non sono più disponibili o utilizzabili. Deve restare separata dall'unica copia di lavoro ed essere verificata: spostare i file su un altro disco non basta.

Il video nasce da un episodio concreto. Un mio hard disk esterno ha smesso di funzionare; fortunatamente conteneva materiale recuperabile, come slide universitarie e macchine virtuali ricostruibili. Mi ha ricordato quanto sarebbe stato diverso perdere fotografie o documenti senza un'altra copia.

Anche un buon dispositivo può guastarsi

Informarsi prima dell'acquisto e trattare bene un dispositivo è utile. Il prezzo o la qualità costruttiva, però, non garantiscono che un disco non si rompa.

Il backup serve proprio a non far dipendere la conservazione dei dati dall'affidabilità di un solo oggetto. Non riguarda soltanto i guasti: cancellazioni accidentali, errori e software malevoli possono rendere inutilizzabili file ancora presenti sul supporto.

Un gruppo di continuità può affrontare alcuni problemi di alimentazione, ma non sostituisce una copia recuperabile dei dati.

Copia e incolla: correggere l'errore del video

Nel parlato dico “taglia e incolla”. Per creare una copia di sicurezza dei file, l'operazione pertinente è copia e incolla, lasciando disponibile anche l'originale.

Con taglia e incolla si spostano i dati: se rimangono soltanto sul disco esterno, quel disco diventa l'unico punto da cui recuperarli. È archiviazione su un altro supporto, non una seconda copia.

Per un insieme limitato di documenti, la copia manuale può essere un punto di partenza. Bisogna però sapere che cosa è stato copiato e ripetere l'operazione quando i file cambiano. Un sistema automatizzato può ridurre le dimenticanze, senza eliminare la necessità dei controlli.

File personali o immagine del sistema?

Copiare documenti e fotografie serve a recuperare quei contenuti. Un'immagine di partizioni o dischi può invece aiutare a ricostruire un sistema con una configurazione precedente.

Nel video cito Clonezilla, progetto libero e open source per imaging e clonazione. La documentazione distingue strumenti per una singola macchina e distribuzione su più computer; segnala inoltre limiti importanti, come l'assenza di imaging online delle partizioni montate e di backup incrementali integrati. Documentazione ufficiale Clonezilla.

Non è quindi corretto descriverlo come soluzione indistintamente semplice per ogni esigenza. Un'immagine non è sempre il modo più comodo per recuperare un solo documento, e le operazioni di ripristino richiedono particolare attenzione al disco di destinazione.

Anche la dimensione dell'immagine non coincide necessariamente con lo spazio occupato visibile nel sistema: dipende da formato, filesystem, compressione e metodo di copia.

Il backup deve poter essere ripristinato

Vedere un file di backup non dimostra che il recupero funzionerà. Per i documenti, un controllo concreto consiste nel ripristinarne alcuni in una posizione separata e verificarne l'apertura.

Per un'immagine del sistema occorre conoscere la procedura e i requisiti di ripristino. Una prova va pianificata su una destinazione adatta, evitando di sovrascrivere la sola copia valida dei dati.

La frequenza dei backup dipende da quanto lavoro si è disposti a perdere: un progetto aggiornato ogni giorno ha esigenze diverse da un archivio che cambia raramente.

Anche il disco di backup ha bisogno di protezione

Alla fine del video suggerisco un “backup del backup”. Il significato pratico è conservare più copie, evitando che lo stesso evento possa comprometterle tutte.

Un disco sempre collegato può essere raggiungibile anche da un malware o coinvolto in una cancellazione. Copie separate, versioni precedenti e almeno una copia non continuamente esposta allo stesso sistema possono ridurre questo rischio.

Se si recupera dopo un'infezione, occorre inoltre affrontarne la causa: ripristinare i file su un ambiente ancora compromesso non risolve il problema.

Cloud e copie locali possono completarsi

Nel video esprimo una preferenza per i supporti locali, soprattutto per la quantità di dati da conservare. È una scelta personale: spazio, costi, connessione e tempi di recupero vanno valutati nel caso concreto.

Un servizio cloud può contribuire alla strategia, ma la sincronizzazione da sola non coincide sempre con un backup: modifiche e cancellazioni potrebbero propagarsi. Contano le possibilità di recuperare versioni precedenti e le condizioni del servizio.

Il primo passo resta semplice: individuare i dati insostituibili, crearne una copia separata e verificare di saperla recuperare. È molto più utile farlo prima del guasto che chiedersi, davanti a un disco che non risponde, se abbiamo salvato abbastanza.