Microsoft Office non è l'unico modo di scrivere documenti, lavorare con le tabelle e preparare presentazioni. Ne metto in fila cinque più una proposta online, nell'ordine di preferenza che avevo allora.
È una selezione storica: dotazioni, condizioni delle edizioni gratuite e compatibilità vanno verificate prima di spostarci sopra il proprio lavoro.
5. Calligra: una famiglia di strumenti KDE
Al quinto posto Calligra, con Words e Sheets per testi e fogli di calcolo, più strumenti dell'ecosistema come Kexi, Karbon, Plan, Stage e Gemini.
Quello che apprezzo è la varietà delle attività coperte: documenti, dati, grafica, presentazioni, progetti. I nomi però fotografano la famiglia di strumenti di quel momento, e non garantiscono che oggi tutto stia nello stesso pacchetto o su ogni sistema.
Anche la frase sulla «compatibilità completa con tutti i formati» va ridimensionata parecchio: conta provare i documenti che usi davvero, non quelli di esempio.
4. FreeOffice: interfaccia familiare
FreeOffice di SoftMaker porta TextMaker, PlanMaker e Presentations. Il punto di forza è l'interfaccia, molto familiare a chi arriva dalla suite Microsoft: è la cosa che fa risparmiare più tempo in assoluto.
C'è anche FreePDF, che però è un download separato: un programma aggiuntivo non è una funzione inclusa, e non è detto che sia identico su tutte le piattaforme.
Una distinzione importante: FreeOffice segue un modello diverso dalle suite libere. Gratuito e open source non sono la stessa cosa, e qui la differenza c'è.
3. WPS Office: più attività in un ambiente solo
WPS Office di Kingsoft mi colpisce per come organizza le attività in un'interfaccia comune e per l'attenzione alla familiarità con gli strumenti d'ufficio più diffusi.
Le funzioni sui PDF ci sono, ma non tutte sono gratuite in ogni edizione: è il punto su cui conviene guardare prima di affezionarsi. E non date per scontato che sia disponibile senza limiti «su qualsiasi dispositivo»: piattaforme e requisiti vanno controllati.
2. Apache OpenOffice: il ruolo storico
Il secondo posto riflette il peso che attribuisco a OpenOffice nella diffusione delle alternative a Office. Ci sono Writer, Calc, Impress, Base, Draw e Math.
Scrittura, calcolo, presentazioni, dati, disegno e formule: la dotazione c'è tutta. L'ordine di questa classifica però non è un confronto aggiornato su manutenzione, compatibilità o frequenza dei rilasci — e su quei fronti le cose si sono mosse.
Avere funzioni simili non garantisce che un documento complesso attraversi indenne il passaggio da una suite all'altra.
1. LibreOffice: la mia preferenza
LibreOffice sta in cima per la combinazione di strumenti e possibilità di personalizzazione. Writer, Calc, Impress, Base, Draw e Math coprono un ambiente di lavoro molto ampio.
La preferenza è mia e vale per quel momento. Espressioni come «senza limiti» o «compatibile con qualsiasi documento» erano entusiasmo: macro, impaginazioni e funzioni particolari richiedono verifiche e, a volte, adattamenti.
Bonus: gli strumenti Google
Documenti, Fogli e Presentazioni, con Drive a tenere tutto insieme. Il punto di forza è la collaborazione: su quella, allo stato dei fatti, competono in pochi.
Distinguiamo però gli strumenti che usi con un account personale dalle edizioni Workspace per le organizzazioni. E il lavoro offline richiede condizioni e preparazione: non funziona per magia quando la connessione salta.
Come scegliere davvero
Prendi tre file rappresentativi: un documento impaginato, un foglio con le formule che usi, una presentazione. Aprili, modificali, riesportali. In mezz'ora sai molto più che leggendo dieci confronti.
La domanda non è quale suite vinca in astratto. È quale ti permette di collaborare e consegnare il tuo lavoro senza sorprese — e la risposta cambia da persona a persona.