Sul mio computer con Ubuntu MATE uso strumenti diversi per documenti, codice, grafica e lettura. Apro la cassetta degli attrezzi: LibreOffice, Geany, Firefox, GIMP, Gummi, Atril e Calibre.

È una fotografia di adesso. Mi piace provare programmi nuovi, quindi questa lista racconta un flusso di lavoro — non una configurazione che prometto di tenere ferma.

LibreOffice per i documenti

Per la produttività sto su LibreOffice, e conta il rapporto costruito negli anni: ci ho portato avanti progetti interi, ed è il motivo per cui occupa quel posto nelle mie abitudini.

Avere testi, tabelle e presentazioni nello stesso ambiente mi fa ritrovare le funzioni senza pensarci. Questo però non garantisce compatibilità perfetta con ogni documento che arriva da un'altra suite, e su quello ho imparato a non fidarmi.

Su Base ho delle riserve per certi impieghi legati ai database. Non significa che sia sempre inadatto: esigenze, motore dei dati e modalità di accesso vanno valutati caso per caso.

Geany per scrivere e leggere codice

Geany mi piace perché è rapido e non disperde. Lo uso sia per scrivere software sia per leggere codice mentre studio.

Il criterio è avere quello che mi serve senza caricare funzioni che non tocco mai. Non sto dicendo che un IDE completo sia inutile: per altri progetti, debugging e integrazioni giustificano una struttura più pesante.

La personalizzazione fa il resto. Quando comandi e strumenti seguono le tue abitudini, ti concentri sul problema invece che sull'editor.

Firefox per navigare

Firefox è quello che preferisco dopo averne provati altri, e le estensioni hanno un ruolo grosso nel modo in cui adatto la navigazione.

Non danno però un controllo assoluto su quello che succede online, e ogni componente va scelto guardando chi lo fa. Un'altra precisazione: che Tor Browser sia costruito su Firefox non rende le due applicazioni equivalenti per protezioni e anonimato.

Quello che conta per me è la combinazione fra familiarità, impostazioni e strumenti che uso ogni giorno.

GIMP per grafica e immagini

Per grafica e fotoritocco uso GIMP, di cui ho già parlato altrove. Qui mi interessa soprattutto poter adattare pannelli e scorciatoie al mio lavoro.

Il fatto che mi vada bene su macchine diverse non stabilisce requisiti universali: dimensione delle immagini, livelli e operazioni cambiano il carico. È più corretto dire che è adatto ai miei progetti, non che vada uguale ovunque.

Questa continuità mi permette di costruire abitudini che riutilizzo da un lavoro all'altro.

Gummi per gli appunti in LaTeX

Quando scrivo in LaTeX uso Gummi, per il rapporto fra testo sorgente e anteprima. Per gli appunti è comodissimo vedere il risultato mentre lavori.

L'entusiasmo riguarda quel flusso. Non significa che altrove manchino editor con anteprima, né che esista un solo modo efficace di scrivere in LaTeX.

La scelta segue lo stesso criterio di Geany: un ambiente comprensibile, con poca distanza fra quello che faccio e quello che devo controllare.

Atril e Calibre per leggere

Per PDF e documenti uso Atril, che è quello di MATE. Per gli ebook e la biblioteca digitale mi affido a Calibre.

Separare gli strumenti ha senso quando ognuno rende più semplice una parte del lavoro. Non c'è motivo di chiedere a un'applicazione sola di coprire ogni formato.

Che cosa hanno in comune

Leggerezza, personalizzazione, comodità d'uso. Sono preferenze osservate nel mio lavoro, non misure che rendono questi programmi superiori in assoluto.

Per costruirti la tua configurazione parti dalle attività ricorrenti: che cosa apri ogni giorno, che cosa devi consegnare, dove perdi tempo. Questa lista è uno spunto; la scelta deve restare attaccata ai tuoi progetti.

Ed è anche il motivo per cui lascio tutto aperto al cambiamento: uno strumento vale finché continua a farmi lavorare bene.