Cinema e serie TV offrono un modo divertente per ragionare sul futuro. Nel video natalizio del 2022 ho accostato alcune tecnologie reali a immagini diventate celebri nella fantascienza: dispositivi indossabili, gesti, robot e automobili capaci di interagire con le persone.
Il gioco funziona meglio se distinguiamo una somiglianza da una previsione esatta. Un film può rendere popolare un’idea senza averla inventata e senza descriverne il funzionamento reale.
Interfacce e dispositivi indossabili
Ritorno al futuro è il primo riferimento. Nel video richiamo gli accessori tecnologici indossabili per confrontare l’immaginario del film con occhiali e orologi connessi. L’interesse sta nel modo in cui la tecnologia entra nei gesti quotidiani.
Con Minority Report il tema diventa l’interazione: muovere le mani, manipolare informazioni e riconoscere una persona attraverso caratteristiche biometriche. Il confronto aiuta a osservare quanto l’interfaccia influenzi la nostra idea di un sistema «futuristico».
Corpi, macchine e automazione
La scansione del corpo in L’aereo più pazzo del mondo… sempre più pazzo è un altro esempio di associazione fra finzione e strumenti reali. Non la considero una prova sulla priorità storica dell’invenzione: nel video serve come spunto cinematografico.
Terminator e RoboCop permettono invece di parlare di macchine autonome, dispositivi comandati a distanza e supporti meccanici al corpo. Droni, protesi ed esoscheletri reali hanno obiettivi e limiti molto diversi dalle loro rappresentazioni sullo schermo.
Parlare con una macchina
In Supercar, KITT rende familiare l’idea di un’automobile con cui dialogare. L’accostamento con gli assistenti vocali è immediato, ma la personalità del personaggio appartiene alla narrazione: conversare con un sistema non dimostra che possieda coscienza.
Infine, Doctor Who riunisce robot, intelligenze artificiali e strumenti impossibili. Il cacciavite sonico resta un espediente fantastico; il valore della serie, per questo discorso, è la libertà con cui immagina il rapporto tra esseri umani e tecnologia.
Sono sette punti di partenza per guardare la fantascienza con curiosità. Più che stabilire chi abbia «indovinato» il futuro, mi interessa riconoscere le domande che queste storie ci fanno ancora porre.