LaTeX separa la struttura del documento dalla sua impaginazione. È la ragione per cui vale la pena impararlo: tu dichiari che cosa è un capitolo, una sezione o una citazione, e la composizione tipografica la fa il programma. Qui costruiamo il primo file, dichiariamo le impostazioni e organizziamo il testo in capitoli e sezioni.
Il preambolo e il corpo del documento
Il comando \documentclass sceglie la classe. Nel modello uso extbook con corpo di base a 14 punti: è la scelta di questo esempio, non l'unica sensata, e cambiarla è la prima cosa che ti verrà voglia di fare.
Tutto ciò che sta prima di \begin{document} è il preambolo: pacchetti e impostazioni, cioè le regole del gioco. Il contenuto da impaginare va fra \begin{document} e \end{document}. Confondere le due zone è l'errore di compilazione più frequente delle prime ore.
Pacchetti, lingua e commenti
Il modello carica i pacchetti per la codifica dei caratteri, la lingua italiana, i collegamenti e il testo di riempimento. Il simbolo % apre un commento: quello che segue sulla stessa riga non finisce nel documento composto.
È una distinzione comoda più di quanto sembri. Puoi annotare il sorgente, spiegarti a te stesso perché hai messo un certo comando, e ritrovare tutto fra sei mesi senza che il PDF ne porti traccia.
Titolo, indice e organizzazione
\title, \author e \date preparano le informazioni che \maketitle userà davvero. Il comando \tableofcontents genera l'indice leggendo la struttura: non lo scrivi tu, e non lo aggiorni tu.
\chapter e \section indicano livelli diversi di organizzazione. Usarli vuol dire dichiarare il ruolo di un testo e lasciare alla classe il compito di rappresentarlo. È esattamente il contrario dell'abitudine presa con i programmi di videoscrittura, dove un titolo è tale perché l'hai fatto grande e grassetto.
A capo e nuovi paragrafi
Esistono comandi per interrompere una riga, e vanno tenuti distinti dalla separazione fra paragrafi. Forzare di continuo l'andata a capo per sistemare l'aspetto della pagina non sostituisce una struttura corretta: funziona finché non cambi classe, formato o dimensione del carattere, e poi si sfascia tutto insieme.
L'esercizio più utile è anche il più semplice: modifica un pezzo del sorgente, compila, guarda che cosa è cambiato. Ogni comando resta legato al suo effetto, e in un paio di sere il preambolo smette di sembrare magia nera.
Il modello della lezione
Il sorgente qui sotto è quello usato nell'esempio. Il testo generato da lipsum serve soltanto a riempire le pagine durante le prove, così si vede subito come si comportano indice, capitoli e numerazione su più fogli.
\documentclass[14pt]{extbook}
\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}
\usepackage[italian]{babel}
\usepackage{lipsum}
\usepackage{url}
\usepackage{indentfirst}
\title{Tutorial \LaTeX}
\date{}
\begin{document}
\author{Lorenzo DM}
\maketitle
\tableofcontents
\pagestyle{plain}
\chapter{Iniziamo a Lavorare con \LaTeX}
\section{Paragrafo 1}
Quanto è bello lavorare con il \LaTeX \\
Mi piace tantissimo lavorare con il \TeX ma ancora di più con il \LaTeX \linebreak
Sono onorato di farvi vedere il \LaTeX \newline
Ciao a tutti
\section{Paragrafo 2}
\lipsum
\section{Paragrafo 3}
\lipsum
\chapter{Continuiamo a Lavorare con \LaTeX}
\section{Paragrafo 1}
C'era una volta uno YouTuber che voleva insegnare al mondo il \LaTeX. quello YouTuber si chiamava Lorenzo
\section{Paragrafo 2}
\section{Paragrafo 3}
\end{document}