Tor è un progetto dedicato alla protezione delle comunicazioni e alla riduzione della tracciabilità online. L'associazione automatica con il Dark Web ne racconta una fetta piccola: qui parto dagli obiettivi del progetto per separare la tecnologia dall'uso che le persone ne fanno.
Da quale problema nasce
Durante una connessione parecchi soggetti possono osservare informazioni sul traffico. Tor prova a rendere difficile collegare direttamente chi comunica con il servizio che sta raggiungendo.
Serve a chi vuole limitare il tracciamento, ma serve molto di più a chi vive dove comunicare liberamente comporta un rischio personale. È il motivo per cui trovo riduttivo raccontare il progetto solo attraverso la cronaca giudiziaria.
Il principio dell'onion routing
Tor fa passare il traffico attraverso più nodi. La metafora della cipolla descrive gli strati di cifratura che vengono rimossi uno alla volta lungo il percorso: ogni nodo conosce quello che gli serve per il proprio tratto, e nient'altro.
Il nodo di ingresso vede la connessione che arriva da te; per una normale destinazione web, il nodo di uscita inoltra il traffico verso il servizio. Il punto dell'architettura è proprio questo: distribuire la conoscenza fra più intermediari, in modo che nessuno abbia il quadro completo.
Tor e HTTPS fanno lavori diversi
Tor non sostituisce la cifratura fra il browser e il sito. Quando raggiungi un normale sito web, è HTTPS a proteggere il contenuto anche nel tratto fra il nodo di uscita e la destinazione; senza, quel tratto resta esposto. Lo spiega anche la documentazione del Tor Project.
Tor Browser e servizi onion
Tor Browser è un ambiente già predisposto per usare la rete. I servizi onion sono un'altra cosa: destinazioni interne a quel sistema, non normali siti che si nascondono da un motore di ricerca.
La distinzione chiude il cerchio con il discorso precedente: il Deep Web riguarda la mancata indicizzazione, un servizio onion riguarda la rete attraverso cui ci arrivi.
I limiti dell'anonimato
Usare Tor non ti rende irriconoscibile in qualsiasi circostanza. Account personali, informazioni che fornisci tu e abitudini riconoscibili possono ricollegare una sessione a una persona. Anche aprire file o usare applicazioni esterne richiede attenzione, perché quelle connessioni possono prendere un'altra strada.
La conclusione è che uno strumento va capito prima di essere idealizzato o demonizzato. Tor può difendere la riservatezza sul serio, ma il giudizio deve tenere insieme obiettivi, comportamento e limiti tecnici — tutti e tre, non quello che fa più comodo.