Con LMMS si compone musica al computer senza possedere un solo strumento musicale. È il programma con cui ho creato la mia colonna sonora: gratuito, open source, e pieno di strumenti virtuali con cui costruire ritmi, melodie e arrangiamenti.
Non avere uno strumento fisico abbassa una barriera d'ingresso reale. Non toglie però il lavoro musicale: ascolto, scelta dei suoni, ritmo e costruzione del brano restano tutti lì.
Orientarsi nell'interfaccia
Al primo avvio le finestre sono tante e la tentazione è chiudere tutto. La soluzione è distinguerle per funzione invece di provare a impararle insieme.
Il Song Editor organizza il brano nel tempo. Gli strumenti dei pattern costruiscono le sequenze ritmiche. Il Piano Roll serve a inserire e modificare le note. Il mixer bilancia livelli ed effetti. Sono quattro, e per iniziare bastano.
Due cose che aiutano più di quanto sembri: l'aiuto contestuale e il manuale. Capire a che cosa serve un controllo è molto più rapido che scoprirlo per tentativi.
Strumenti virtuali, campioni e soundfont
LMMS arriva con sintetizzatori e suoni pronti. Mi divertono in particolare gli strumenti ispirati alle sonorità dei vecchi computer e delle console: per la musica elettronica e le atmosfere a 8 bit sono perfetti.
Campioni e librerie sonore allargano le possibilità, e i soundfont in particolare ti danno timbri diversi. Il supporto a formati e plugin però cambia con la versione e con il sistema: non tutti i componenti esterni sono intercambiabili, e conviene verificarlo prima di costruirci sopra un progetto.
Scrivere una melodia senza tastiera musicale
Le note si inseriscono con il mouse e si modificano nel Piano Roll. Una tastiera MIDI rende tutto più immediato, ma non serve per cominciare — e chi dice il contrario ti sta vendendo una tastiera.
Ci sono anche funzioni per scale e accordi. Le uso come supporto, non come sostituto dell'ascolto: quello che propongono va sempre verificato dentro il brano, non da solo.
Il limite della registrazione audio diretta
Nella versione che ho provato manca la registrazione diretta come funzione centrale. Il mio flusso quindi prevede Audacity per registrare o elaborare l'audio, che poi porto nel progetto.
È un buon promemoria sul fatto che il software si sceglie in base al lavoro: comporre con strumenti virtuali e registrare una band sono due attività diverse, anche quando finiscono nella stessa produzione.
Da dove partire
Costruisci una sequenza ritmica breve, aggiungi una linea melodica, ascolta come reagiscono fra loro. Solo dopo ha senso allargare con altri strumenti ed effetti.
È la cosa che mi ha convinto: puoi iniziare con quello che c'è, capire il programma un pezzo alla volta e portare un'idea musicale fino a un arrangiamento — senza comprarti uno studio.