Dopo un aggiornamento, il mio computer con Ubuntu MATE 20.04 e una NVIDIA GeForce RTX 2070 SUPER MSI si è avviato con lo schermo nero. Il sistema continuava a rispondere, ma non riuscivo a utilizzare normalmente l'ambiente grafico.

Questa guida nasce dall'episodio raccontato nel 2021. Ripercorro ciò che è successo e separo i tentativi di allora dal metodo che conviene seguire per diagnosticare un problema simile senza eseguire comandi alla cieca.

Il computer funzionava, l'interfaccia no

Avevo installato Ubuntu abilitando il software di terze parti e mi aspettavo che il driver NVIDIA continuasse a funzionare dopo gli aggiornamenti. Lo schermo nero mi ha quindi colto di sorpresa.

Il primo indizio utile è stato capire che il computer rispondeva ancora alla tastiera. Questo suggeriva che il problema non coincidesse con un arresto completo della macchina.

Ho pensato al rapporto tra kernel e driver. Un modulo grafico deve essere compatibile con il kernel in uso; un aggiornamento o un'installazione non coerente possono impedire il caricamento atteso. Nel racconto non dispongo però di registri sufficienti per ricostruire retroattivamente ogni causa dell'errore.

Kernel, X.Org e display manager: componenti differenti

Il kernel gestisce risorse e interazione con l'hardware. Il driver permette di utilizzare le funzioni della periferica nel sistema.

Nella configurazione del video, X.Org forniva il server grafico. Non è il window manager: quest'ultimo si occupa di aspetti della gestione delle finestre. LightDM era invece il display manager, coinvolto nell'avvio della sessione grafica e nella schermata di accesso.

Distinguere questi ruoli aiuta a capire perché fermare un servizio grafico possa chiudere la sessione senza spegnere l'intero computer.

Il tentativo con un kernel precedente

Dal menu di GRUB ho avviato un kernel precedente. L'immagine era ancora difettosa, ma riuscivo a operare abbastanza da proseguire con le verifiche.

La possibilità di scegliere una versione già installata del kernel mi ha dato un punto di accesso. Non era ancora una soluzione definitiva: il normale avvio doveva tornare a funzionare senza ricorrere ogni volta a un percorso alternativo.

Nel video racconto anche l'uso della modalità di ripristino. È parte della mia esperienza, ma le opzioni disponibili possono cambiare con la configurazione del sistema.

L'installatore NVIDIA scaricato a mano

All'epoca ho tentato di utilizzare il file .run del driver NVIDIA 460.32.03. Per farlo avevo interrotto la sessione grafica, ritrovandomi senza un output leggibile sul monitor.

Nel filmato descrivo il recupero dei comandi dalla cronologia e la pressione ripetuta di Invio per procedere. È il resoconto di un tentativo che ho fatto, non una procedura da replicare: senza leggere le richieste non si può verificare che cosa si stia confermando.

Quel passaggio, inoltre, non ha risolto subito l'avvio. È un elemento importante della storia: l'installazione manuale non era la scorciatoia semplice che mi aspettavo.

La soluzione attraverso i pacchetti della distribuzione

Il passaggio risolutivo è arrivato tornando alla gestione dei driver tramite i pacchetti Ubuntu. Dopo aver trovato una discussione della community, sono riuscito a riportare la configurazione a uno stato funzionante.

L'idea utile è affidare al sistema di gestione dei pacchetti anche il rapporto tra driver e aggiornamenti. Mescolare un installatore esterno e pacchetti della distribuzione può complicare manutenzione e diagnosi.

Nell'articolo originale comparivano un PPA e una rimozione generica dei driver, con un'annotazione tra parentesi che non era un comando valido. Non la ripropongo come sequenza eseguibile: una rimozione va definita sui pacchetti realmente presenti e sulla provenienza dell'installazione.

Da dove partire se il problema si presenta sul proprio PC

Prima di modificare il sistema, raccoglierei versione di Ubuntu, kernel attivo, modello della GPU e modalità di installazione del driver. Sono dati che permettono di cercare una soluzione pertinente, invece di copiare quella di un computer differente.

Da un terminale leggibile, questi comandi aiutano a identificare il contesto:

cat /etc/os-release
uname -r
lspci -nnk

Il primo descrive il sistema, il secondo il kernel in esecuzione, il terzo i dispositivi PCI e i moduli associati. Per la grafica interessa la sezione della scheda video.

Se il desktop non è accessibile, può essere disponibile una console testuale con una combinazione come Ctrl + Alt + F3; il tasto funzione esatto dipende dalla configurazione. L'obiettivo è avere un accesso leggibile prima di intervenire.

Installare il driver con gli strumenti Ubuntu

Per un'installazione gestita dai repository, la documentazione Ubuntu sui driver NVIDIA indica ubuntu-drivers come percorso raccomandato. La scelta deve tenere conto di GPU, versione del sistema e Secure Boot.

Su un sistema coerente, senza residui di installatori esterni, il percorso automatico documentato comprende:

ubuntu-drivers list
sudo ubuntu-drivers install

Il primo comando mostra i driver disponibili; il secondo installa quello selezionato dallo strumento. Se viene richiesta la registrazione di una chiave per Secure Boot, va completata leggendo le schermate proposte. Un sistema già danneggiato o con installazioni miste richiede prima una diagnosi specifica.

Che cosa ho imparato da questa esperienza

La compatibilità non riguarda soltanto la presenza di un driver, ma il modo in cui viene mantenuto insieme al sistema. Una soluzione che funziona oggi deve essere gestibile anche al prossimo aggiornamento.

Nel video esprimo frustrazione verso le difficoltà incontrate con NVIDIA e auspico una collaborazione più stretta con il mondo Linux. È una riflessione maturata su quella configurazione nel 2021: il valore del racconto sta anche nel mostrare tentativi, errori e il passaggio da una soluzione improvvisata a una manutenzione più ordinata.