L'evento Apple del 14 settembre 2021 porta iPhone 13, nuovi iPad e Apple Watch Series 7. Dopo una WWDC che mi aveva convinto a metà, la domanda con cui arrivavo era semplice: qui si vede un cambio di passo o no?
La risposta che mi sono dato è sfumata. Ci sono miglioramenti importanti, soprattutto sulla famiglia iPhone 13 Pro, ma non la rivoluzione che il tono della presentazione lasciava intendere.
iPhone 13 Pro e Pro Max: il display diventa dinamico
La novità che mi interessa di più è ProMotion, con frequenza di aggiornamento adattiva fino a 120 Hz sui modelli Pro. Il pannello cambia ritmo in base a quello che sta mostrando, cercando un equilibrio fra fluidità e consumo.
I due formati restano da 6,1 e 6,7 pollici, con più luminosità e un notch ridotto. Sono miglioramenti che si notano usandoli, senza però cambiare la forma di fondo dello smartphone.
Due precisazioni che in questi casi saltano sempre: luminosità tipica massima e picco HDR sono valori diversi, e «fino a 120 Hz» non vuol dire che il pannello lavori sempre a 120 Hz. Anzi, il punto della tecnologia è esattamente il contrario.
A15 Bionic e autonomia: numeri da leggere con cura
La famiglia adotta A15 Bionic, con configurazioni grafiche diverse fra modelli standard e Pro. Il chip partecipa all'elaborazione fotografica e all'efficienza generale del sistema, che sono le due cose su cui si gioca la differenza percepita.
Sull'autonomia Apple dichiara miglioramenti rispetto alla generazione precedente. Sono confronti del produttore: non ore garantite in qualsiasi uso, e non misure che ho fatto io.
Quello che apprezzo è la direzione: non solo potenza, ma schermo, consumi e funzioni che lavorano insieme. È un modo più onesto di migliorare un telefono rispetto all'inseguimento del numero più grande.
Fotografia macro e modalità Cinema
Il comparto fotografico dei Pro si prende gran parte dell'attenzione. La messa a fuoco molto ravvicinata con l'ultra-grandangolo apre un uso macro che trovo davvero divertente, perché ti fa guardare dettagli che normalmente ti passano accanto.
Sulla modalità Cinema, che introduce un controllo più visibile su fuoco e profondità nei video, resto scettico — non sulla funzione, sul paragone con il cinema. Una modalità comoda non sostituisce ottiche, luce, audio e il lavoro di una troupe.
Detto questo, uno smartphone resta uno strumento di creazione serio. Dipende da che cosa vuoi realizzare e da quali limiti sei disposto ad accettare, non dal nome che la modalità si porta dietro.
Archiviazione: fino a 1 TB sui Pro
Arrivare a 1 TB in un telefono mi ha fatto alzare un sopracciglio, e la prima domanda è stata: a quante persone serve davvero?
Per chi produce molto materiale ad alta risoluzione ha un senso concreto. Per tutti gli altri, spazio e costo aggiuntivo rischiano di non restituire un vantaggio proporzionato.
La scelta ragionevole parte dal volume reale dei tuoi file e da come li trasferisci e li conservi, non dall'istinto di prendere sempre il taglio più alto disponibile.
iPhone 13 e 13 mini: che cosa li separa dai Pro
I modelli standard condividono la generazione tecnologica ma non tutte le caratteristiche dei Pro. iPhone 13 e 13 mini non hanno ProMotion a 120 Hz: è bene dirlo chiaramente, perché è la confusione più diffusa di quella stagione.
La presentazione ufficiale dei modelli standard descrive il sistema a due fotocamere con disposizione diagonale. Manca il teleobiettivo dei Pro.
Li considero una proposta meno ricca e probabilmente più adatta alla maggior parte delle persone. Che poi vendano di più è una mia previsione, non un dato di mercato.
Apple Watch Series 7: evoluzione, non rivoluzione
Series 7 si presenta soprattutto con un display più ampio e un disegno aggiornato. È il perfezionamento che ci si aspettava dalla linea.
Un prodotto può migliorare senza introdurre una funzione nuova, e uno schermo più leggibile è utile davvero. La mia riserva riguarda quanto spazio si è preso nella conferenza, non il valore della modifica.
Resistenza all'acqua e robustezza valgono nelle condizioni dichiarate dal produttore. Trasformarle in indistruttibilità generale è il modo più rapido per restare senza orologio.
iPad mini: il prodotto che mi incuriosisce di più
L'iPad mini resta per me il pezzo più interessante della gamma, per il rapporto fra dimensioni e cose che ci puoi fare. Il modello 2021 supporta Apple Pencil di seconda generazione, come precisa il comunicato Apple.
Non è la prima volta in assoluto che un iPad mini funziona con una Pencil: la generazione dell'accessorio conta, e conviene guardarla prima di comprare. Resta un aggiornamento che ridà senso a un formato molto portatile.
iPad da 10,2 pollici: continuità
L'iPad di nona generazione mantiene il formato da 10,2 pollici e adotta A13 Bionic, con 64 GB di partenza e fotocamera frontale ultra-grandangolare con Inquadratura automatica.
Il supporto agli accessori compatibili lo tiene dentro un uso di studio e produttività leggera. Avrei preferito un processore più recente, ma capisco la logica: qui contano continuità e prezzo di accesso, non il vertice della gamma.
Miglioramenti concreti, entusiasmo parziale
La famiglia iPhone 13 Pro è il centro dell'evento; il resto distribuisce aggiornamenti di intensità variabile. Nel complesso Apple rifinisce dispositivi già riconoscibili senza spostare il quadro.
La mia risposta alla domanda di partenza resta «in parte». Apprezzo l'evoluzione, ma continuo ad aspettare le innovazioni che allargano quello che possiamo fare, non solo quelle che rendono più levigato ciò che facciamo già.