La navigazione in incognito limita alcune tracce che il browser lascia sul dispositivo. Non ti rende anonimo su Internet, ed è la confusione più diffusa che esista: proteggere la cronologia locale e nascondere la propria attività online sono due cose lontanissime.

La protezione riguarda la sessione locale

Una finestra privata separa la navigazione da quella ordinaria e riduce ciò che viene conservato — cronologia e dati di sessione — dopo la chiusura. Il comportamento preciso dipende dal browser e dalle sue impostazioni.

È utile, per esempio, quando non vuoi che una ricerca finisca nella cronologia del profilo che usi tutti i giorni. Non è però una connessione anonima, e non cambia l'indirizzo IP che i siti vedono.

File e segnalibri restano

Un documento scaricato durante una sessione privata rimane dove l'hai salvato, e un segnalibro aggiunto resta disponibile anche dopo. Il browser non cancella le tracce di quello che fai sul computer: non è il suo mestiere.

Anche la barra degli indirizzi può suggerirti elementi già presenti nel profilo, a seconda di come è configurata. Vedere un suggerimento non significa che la sessione privata stia salvando la cronologia: sta leggendo, non scrivendo.

Siti, account e rete non spariscono

Se entri in un account, il servizio può associare a quell'account tutto quello che ci fai dentro — incognito o no. E altri soggetti possono osservare informazioni diverse a seconda della rete, della cifratura e di come è gestito il dispositivo.

Una VPN non garantisce anonimato: cambia il percorso della connessione e sposta la fiducia su un altro fornitore, ma non elimina l'identificazione tramite account o altri segnali. Anche Tor va usato sapendo qual è il proprio contesto.

Non difende dai malware

La modalità privata non disattiva un keylogger e non rende sicuro un computer già compromesso. Devo anche correggere una battuta che avevo fatto su Linux: cancellare un file non è una procedura per rimuovere un'infezione, e presentarla come tale sarebbe un pessimo consiglio.

La domanda giusta resta sempre la stessa: quale informazione voglio proteggere, da chi, e su quale dispositivo? L'incognito risponde ad alcune esigenze locali, e va benissimo per quelle. I problemi nascono quando gli attribuisci protezioni che non ha mai promesso.