Le previsioni tecnologiche sono più interessanti quando torniamo a confrontarle con ciò che abbiamo osservato. È il momento di riguardare le sei “profezie di Nostra Lorenzus” formulate a gennaio: Linux, automazione con l’IA, design mobile, conflitti, Google e videogiochi. Alcune mi sembrano vicine alla direzione presa dall’anno; altre richiedono una valutazione più sfumata.
Il formato rimane goliardico. Non rivendico capacità profetiche e non presento un modello statistico: uso l’ironia per discutere temi complessi in modo accessibile.
1. Non sarebbe stato l’anno della conquista di Linux
La prima previsione distingueva la crescita di Linux dalla conquista del desktop. Mi sembra una distinzione plausibile: noto un interesse crescente per il software libero, senza poterlo interpretare come il sorpasso definitivo sugli altri sistemi.
Parte di quell’interesse è legata alla fine del supporto ordinario di Windows 10 e alla necessità, per molte persone, di valutare il futuro dei propri computer. Ha contato anche il lavoro di distribuzioni italiane come Parrot, Ufficio Zero e Modicia, che apprezzo per obiettivi diversi.
Queste sono osservazioni e preferenze personali. Non esiste, in questo bilancio, una serie statistica con cui misurare l’intera migrazione, né una soglia numerica precisa per definire “l’anno di Linux”. Il mio giudizio positivo sulla previsione non equivale quindi a una verifica quantitativa.
Va anche corretta un’idea che circola spesso: Microsoft non ha aperto Windows 11 a qualsiasi computer. Aggirare un controllo di installazione non rende il dispositivo ufficialmente supportato, e la documentazione Microsoft sull’hardware non conforme mantiene questa distinzione.
2. L’IA avrebbe automatizzato sempre più attività
La formula originaria era volutamente ampia: “le IA automatizzeranno tutto”. A distanza di un anno, riconosco soprattutto la diffusione dell’automazione in scrittura, traduzione, sottotitoli e creazione di contenuti.
Un esempio dal mio lavoro: YouTube propone ormai il doppiaggio automatico in inglese dei contenuti pubblicati. È un riscontro concreto, diverso dall’affermare che ogni attività creativa sia ormai sostituibile o che il risultato automatico non abbia bisogno di controllo.
Lo sviluppo software, d’altra parte, continua a richiedere un contributo umano importante. L’IA può aiutare su compiti delimitati, ma il fatto che produca codice non basta a risolvere tutto ciò che riguarda un progetto.
Considero quindi centrata la direzione generale dell’automazione. La parola “tutto”, invece, appartiene all’enfasi del format: non è una conclusione letterale, e non dispongo di misurazioni sufficienti per stabilire che i contenuti sintetici abbiano superato quelli umani nell’intero web.
3. Android, iOS e dispositivi si sarebbero assomigliati di più
La terza previsione riguardava la convergenza dei linguaggi visivi. Mi aspettavo interfacce e prodotti sempre più simili, perché i produttori tendono a riprendere soluzioni riconoscibili e apprezzate dal pubblico.
A conti fatti la considero riuscita soltanto in parte. Mi sembra più evidente in alcune scelte di Samsung, meno uniforme nel resto del mondo Android.
È un giudizio estetico e d’uso, non un’analisi misurata di ogni interfaccia. Lo trovo interessante proprio perché mi costringe a ridimensionare una formula troppo generale: osservare due prodotti che si avvicinano non dimostra che tutti i marchi stiano seguendo la stessa traiettoria.
4. I conflitti avrebbero influenzato la tecnologia
Questa era la previsione più delicata. Collegavo il contesto geopolitico allo sviluppo tecnologico e alle forme di controllo, ma lo facevo con esempi molto ampi.
Il fatto che esista una relazione tra decisioni politiche e tecnologie non basta, da solo, a dimostrare la riuscita di una previsione formulata senza un risultato preciso. Né una misura sui social o sui viaggi prova automaticamente un rapporto causale con una guerra.
Rileggendo questo passaggio, preferisco conservarne la domanda: quali effetti producono i conflitti sulle infrastrutture, sugli investimenti e sull’accesso alle informazioni? È più utile di attribuire a un unico evento la nascita di piattaforme o tecnologie con storie diverse.
5. Google avrebbe iniziato un declino
A gennaio immaginavo un indebolimento di Google, anche per la concorrenza di nuovi modi di cercare informazioni. Oggi la situazione mi appare più articolata.
Da una parte c’è la pressione degli assistenti e dei servizi di ricerca con IA. Dall’altra, la capacità di Google di integrare Gemini e risposte sintetiche nel proprio ecosistema appare come un tentativo riuscito di reagire e rafforzare l’offerta.
Assegno quindi a questa previsione un risultato parziale. Non dispongo di dati sufficienti a certificare un declino complessivo dell’azienda: utilizzo di Search, ricavi, qualità percepita e concorrenza sono indicatori differenti. Anche una proposta di intervento antitrust va distinta da una decisione effettivamente adottata.
La domanda rimane aperta sul rapporto tra una piattaforma molto radicata e le abitudini che cambiano. Un concorrente visibile non dimostra, da solo, che il servizio precedente sia destinato a scomparire.
6. I videogiochi avrebbero inciso sulla scelta del sistema operativo
L’ultima previsione è quella che rivedo con maggiore entusiasmo. Il ragionamento era che la disponibilità dei giochi potesse rendere praticabile Linux anche per chi lo apprezzava già in altri ambiti.
Steam Deck, il lavoro di Valve e la compatibilità attraverso Proton vanno in quella direzione. Il punto è il ruolo del videogioco nella decisione quotidiana: se per una persona giocare è indispensabile, la compatibilità della sua libreria pesa quanto gli strumenti di lavoro.
Non ne ricavo che ogni gioco funzioni o che tutto l’aumento di interesse per Linux derivi dal gaming. È un’interpretazione, non un isolamento delle cause con dati comparabili. Anche servizi in abbonamento, esecuzione locale e gioco via cloud sono esperienze da distinguere.
Il punteggio è un gioco; il confronto è la parte utile
Due mezze profezie sbagliate e le altre riuscite: il conteggio descrive la mia autovalutazione dentro il format, non un tasso di accuratezza dimostrato.
Il valore di questo ritorno a fine anno è rileggere ciò che avevo previsto, riconoscere dove avevo generalizzato e preparare domande migliori per l’anno successivo. Linux, IA e servizi digitali cambiano abbastanza da meritare il confronto, senza trasformare ogni intuizione in una vittoria da rivendicare.
Nostra Lorenzus rimane un modo leggero di ragionare insieme. La parte seria è lasciare visibili le aspettative e permettere a chi mi segue di discuterle, anche quando la realtà prende una direzione diversa.