Il momento che ha cambiato la giornata al Torino Comics è arrivato quando pensavo di aver perso l'occasione: incontrare Sabaku no Maiku. I biglietti erano finiti, poi un amico mi ha ceduto il suo.

Non è una guida alle prossime edizioni. È il racconto di quella visita, fra amici, stand, attività e il concerto di Giorgio Vanni.

Dal caffè alla fiera

Si comincia con il caffè e i preparativi: zaino, attrezzatura per registrare, giubbino, e gli occhiali che stavo per dimenticare. Raggiungo gli amici in metropolitana e prima di entrare ci fermiamo a mangiare.

Sono passaggi banali, e fanno parte di come vivo questi eventi. Non conta solo arrivare davanti a uno stand: c'è anche il piacere di organizzarsi e di passare la giornata insieme.

La differenza rispetto al Christmas Comics

Ero già stato al Torino Christmas Comics. Qui la prima impressione sono gli spazi: il percorso è molto più ampio, con padiglioni per i negozi e altri per le attività.

Girando trovo anche un'area hip-hop che non mi aspettavo. È il tipo di dettaglio che rende una visita più varia di una lista di acquisti. Procedo per scoperte, senza pretendere di coprire tutto il programma.

L'incontro imprevisto con Sabaku no Maiku

Scoprire che Sabaku è presente cambia le priorità del pomeriggio. Cerco informazioni sui biglietti e mi dicono che sono esauriti. Do l'occasione per persa.

Poi un amico mi regala il suo. Mi metto in fila, riesco a incontrarlo, e ci scappa anche un saluto insieme. L'emozione si vede: è uno dei ricordi più importanti della giornata e di tutto questo percorso.

Non lo trasformo in un'intervista né in una collaborazione. Il valore sta proprio nell'essere stato un momento inatteso.

Giorgio Vanni e gli ultimi padiglioni

Dopo l'incontro riprendo il giro: altri spazi da esplorare, gli stand di dolci, e il concerto di Giorgio Vanni. Le sigle fanno il resto — canto con tutti gli altri e al rientro mi accorgo di non avere più voce.

È la parte che si racconta male a parole. Qui conservo il contesto; il resto era lì quel giorno.

Gli acquisti e il ritorno a casa

Fra le cose scelte c'è il Keyblade di Kingdom Hearts, la chicca della giornata. Poi due bracciali, uno con l'albero del mondo e uno a forma di drago.

Il ricordo più forte però non sta negli acquisti. Durante la visita alcune persone mi riconoscono, anche grazie alla felpa, e si fermano a parlare. Quando lavori davanti a una videocamera, incontrare dal vivo chi ti segue dà al rapporto una concretezza che online non arriva.

Il bilancio è di una giornata molto riuscita: gli amici, gli spazi da scoprire, e un incontro che non avevo previsto.