La trasformazione di Microsoft mi interessa perché non sta nel lancio di un prodotto. Provo a collegare scelte che vengono raccontate separatamente: Windows, Xbox, servizi cloud, strumenti per sviluppatori, apertura verso Linux.
La mia tesi è che l'azienda abbia cambiato profondamente il modo di competere. Non ha smesso di fare affari — ha capito che servizi e collaborazione con l'open source possono rafforzarla anche fuori dal desktop Windows.
Dalle licenze alle abitudini
Il rapporto con IBM e la diffusione dei PC compatibili hanno fatto crescere Microsoft. Il modello delle licenze portava il software su moltissime macchine, costruendo una base di utenti e sviluppatori sempre più larga.
Quello che conta però sono le abitudini. Chi impara a usare il computer in un ambiente lo cerca anche dopo, e le applicazioni disponibili rendono caro cambiare.
Office si incastra qui come altro pezzo del lavoro quotidiano. Sistema operativo, programmi e formati si rinforzano a vicenda, e nessuna scelta viene più fatta da zero.
La competizione dei browser e il caso Netscape
Gli anni Novanta portano la competizione con Netscape e il procedimento antitrust. Le conclusioni di fatto del tribunale del 1999 permettono di leggere il caso sui documenti.
Racconto la strategia Microsoft in modo molto netto. La sintesi però non deve ridurre la storia di Netscape a un crollo istantaneo né attribuire ogni passaggio a una causa sola.
Il punto che mi interessa è il potere della distribuzione: integrare un programma nel sistema operativo cambia radicalmente la possibilità dei concorrenti di arrivare alle persone.
Linux e un modello differente
L'espansione di GNU/Linux e del software libero mostra un'altra strada: collaborare sul codice e costruire attività economiche su assistenza, integrazione e servizi.
Che non significa lavoro sempre gratuito. Aziende, professionisti e volontari contribuiscono per ragioni diverse, e la disponibilità del codice non cancella i costi di sviluppo e manutenzione.
Contrappongo questo approccio alla Microsoft storicamente ostile a Linux. È il contrasto che serve per capire quanto sia grosso il cambiamento arrivato dopo.
Xbox: hardware, giochi e servizi
L'ingresso nelle console allarga il perimetro. Con Xbox, le generazioni successive e i servizi collegati, Microsoft costruisce un rapporto con un pubblico che non passa dal PC da lavoro.
Esperienze e tecnologie possono circolare fra settori della stessa azienda. Non attribuisco però ogni miglioramento di Windows a una funzione di Xbox senza la prova del collegamento — sarebbe una storia più bella e meno vera.
Il passaggio importante è la continuità del servizio: account, cataloghi e abbonamenti diventano parte dell'esperienza tanto quanto l'hardware.
Gli errori cambiano il rapporto con il pubblico
Windows Vista, Windows 8, il settore degli smartphone. Reazioni del pubblico, compatibilità e cambiamenti dell'interfaccia possono pesare quanto le capacità tecniche — a volte di più.
La vicenda del menu Start mostra benissimo il problema delle abitudini. Modificare un elemento conosciuto ha un costo per chi quella mattina deve solo lavorare.
Leggo questi passaggi come maturazione dell'azienda. Non è la dimostrazione che ogni scelta successiva sia nata da un insuccesso preciso.
Microsoft e l'open source: un'inversione vera
Il rapporto con Linux diventa progressivamente collaborativo, con codice pubblicato e strumenti per gli sviluppatori. È uno dei cambiamenti più significativi della storia recente dell'azienda.
Bisogna però distinguere i componenti: Visual Studio Code ha un sorgente aperto, mentre la distribuzione del prodotto e alcune integrazioni seguono condizioni specifiche. Avere progetti open source non rende aperto Windows.
E la collaborazione può essere utile alla comunità e conveniente per Microsoft nello stesso momento. Non serve immaginare una conversione disinteressata per riconoscerne gli effetti.
GitHub non è Git, e non l'ha fatto Torvalds
L'acquisizione di GitHub è il passaggio centrale. L'annuncio Microsoft del 2018 dichiara l'attenzione al lavoro degli sviluppatori.
Correggo una confusione che avevo fatto: Linus Torvalds ha creato Git, non GitHub. Git è il sistema di controllo delle versioni; GitHub è una piattaforma costruita attorno alla gestione dei repository.
Comprare GitHub non significa possedere il codice ospitato né trasformare i suoi utenti in sviluppatori di Windows. Significa presidiare un luogo decisivo dell'ecosistema.
WSL: Linux dentro il lavoro su Windows
Windows Subsystem for Linux è il segnale tecnico più visibile. WSL 2 usa un kernel Linux in un ambiente virtualizzato integrato, e ti fa lavorare con strumenti Linux senza cambiare sistema ogni mezz'ora.
Il kernel di Windows però non è stato sostituito. E la mia ipotesi che Windows possa un giorno avvicinarsi a una distribuzione Linux resta una speculazione, non un piano dimostrato da WSL.
Il vantaggio concreto è poter combinare ambienti e strumenti che prima richiedevano due macchine o due riavvii.
Abbonamenti, cloud e competenze
Office, Game Pass e il gioco in streaming mi fanno leggere Microsoft sempre più attraverso i servizi. Immagino che anche applicazioni pesanti possano girare a distanza e arrivare su dispositivi modesti.
Ci sono poi l'annuncio dell'operazione ZeniMax e l'arrivo di Guido van Rossum, creatore di Python: investimenti in contenuti e competenze. Su ZeniMax, attenzione: siamo all'annuncio, non al completamento.
Sono elementi diversi che leggo come parti di una strategia. Non dimostrano un progetto segreto né una direzione inevitabile.
La rivoluzione che vedo
Il cambiamento è il passaggio da una centralità quasi esclusiva del prodotto Windows a una presenza larga nei servizi e negli strumenti — usati anche su altre piattaforme.
Questo non cancella i problemi di dipendenza, concorrenza e controllo. Li sposta su altri livelli: account, dati, cloud, abbonamenti.
Il mio giudizio è fiducioso sulla capacità di Microsoft di trasformarsi. Per valutarla nel tempo però continuerei a guardare le scelte concrete e lo spazio che lasciano a chi usa la tecnologia.