Per questo speciale natalizio ho scelto cinque serie che mettono insieme tecnologia, immaginazione e mondi da esplorare: Mr. Robot, Stranger Things, Star Trek: Picard, The Mandalorian e Doctor Who. Non è una classifica dal peggiore al migliore: è una selezione personale, nell'ordine in cui me le sono ritrovate in testa.

Siamo nel Natale 2020, fra restrizioni e distanze. Volevo qualcosa di più leggero: una storia da seguire al caldo, con un plaid e una cioccolata, e la curiosità lasciata libera di andare dove vuole.

Mr. Robot: informatica, identità e potere

Comincio con una serie che sta più nel thriller tecnologico e psicologico che nella fantascienza vera e propria. Al centro c'è Elliot Alderson, interpretato da Rami Malek: un professionista della sicurezza informatica che finisce coinvolto nelle attività del gruppo fsociety.

Quello che mi cattura è la tensione fra le sue capacità tecniche, il rapporto difficilissimo con gli altri e la voglia di colpire un sistema che considera ingiusto. Lo scontro con la E Corp si intreccia con una prospettiva personale che rende il racconto instabile — e mai comodo.

Mi piace perché l'informatica non è un fondale: è dentro le azioni e dentro le relazioni. Resta comunque finzione, e non è un identikit degli hacker: la presentazione di USA Network approfondisce bene il personaggio.

Stranger Things: amicizia e mistero negli anni Ottanta

Si parte dalla scomparsa di un ragazzo a Hawkins e dall'arrivo di Eleven, una bambina con capacità fuori dal comune. La ricerca coinvolge amici e famiglie, fino a scoprire il legame con esperimenti segreti e con il Sottosopra.

Quello che apprezzo è l'atmosfera. Musica, riferimenti culturali e immaginario anni Ottanta costruiscono un mondo riconoscibile, e il mistero funziona grazie al gruppo di personaggi almeno quanto grazie alle creature.

Al momento in cui scrivo ho visto le stagioni uscite fino a qui, e non mi metto a fare calendari di uscita. Per ritrovare il punto di partenza, Netflix ha un riepilogo della prima stagione.

Star Trek: Picard: ritrovare un personaggio

Con Picard torno in un universo a cui sono affezionato. Rivedere Patrick Stewart nei panni di Jean-Luc Picard, per chi ha seguito The Next Generation, non è una questione neutra.

La serie riprende un personaggio segnato dal tempo e dalle decisioni della Federazione. Il rapporto con Data e il tema delle forme di vita artificiali diventano parte di un viaggio nuovo, dove memoria e responsabilità pesano quanto l'esplorazione.

Consiglio di recuperare anche The Next Generation, non come compito da spuntare ma perché aiuta a capire perché questo ritorno abbia tanta forza per chi c'era.

The Mandalorian: avventura ai margini della galassia

Din Djarin è un cacciatore di taglie che si muove in una galassia ancora scossa dalla caduta dell'Impero. Un incarico che sembra ordinario lo porta a incontrare una creatura che gli cambia la direzione del viaggio.

Mi ha colpito come la serie recuperi il senso di avventura di Star Wars mostrando luoghi e personaggi nuovi, invece di ripassare le vicende che sappiamo a memoria. Su alcune scelte della trilogia sequel sono netto, ma è un mio giudizio narrativo, non un verdetto.

Il rapporto fra il protagonista e il piccolo che protegge regge tutto, mentre la cura del mondo tiene vivo il piacere di esplorarlo. La scheda ufficiale di Din Djarin lo colloca dentro la saga.

Doctor Who: curiosità senza confini

Chiudo con Doctor Who, partita nel 1963, dove il Dottore attraversa epoche e luoghi a bordo del TARDIS.

Mi affascina la libertà narrativa di quest'idea. Una cabina blu può aprirsi su un altro pianeta, su un momento storico o su una situazione che non ti aspettavi. E il Dottore risolve le cose con l'ingegno e la curiosità, accompagnato da persone che entrano nel viaggio e lo cambiano.

La rigenerazione permette al personaggio di cambiare volto e interpretazione senza spezzare la continuità. In questo periodo il ruolo è di Jodie Whittaker — riferimento al momento in cui scrivo, non al cast di sempre.

Sull'oggetto simbolo della serie, il sito ufficiale spiega che cos'è il TARDIS. Per me riassume bene quello che amo della fantascienza: la possibilità di trasformare una domanda in un viaggio.

Cinque modi di seguire la curiosità

Thriller informatico, mistero soprannaturale, esplorazione spaziale, viaggio nel tempo. Sono titoli molto diversi perché cercavo storie capaci di prendermi, non un genere preciso.

Lo spirito resta quello: prendersi una pausa e trovare un mondo in cui entrare. Si può scegliere dall'atmosfera che si ha voglia di respirare, senza per forza trasformare ogni passione in una classifica.