La WWDC 2020 ha indicato una direzione precisa per Apple: avvicinare i dispositivi dell’ecosistema, aggiornare le interfacce e avviare il passaggio dei Mac ai processori progettati dall’azienda. Nel video di luglio 2020 ho commentato questi annunci con interesse, ma anche con alcune riserve sul significato di innovazione.
Il passaggio dei Mac ad Apple Silicon
La transizione dall’architettura Intel ai chip Apple basati su ARM è l’annuncio centrale. Nella mia lettura, rientra in un percorso già visibile nell’avvicinamento tra applicazioni desktop e mobili e nell’importanza crescente dell’App Store.
Usare ARM su un computer non rappresenta, di per sé, un’idea senza precedenti: nel video richiamo il Raspberry Pi per ricordare che esistevano già esperienze diverse da quelle dei PC tradizionali. La portata dell’annuncio Apple riguarda piuttosto la scala industriale, l’integrazione e il coinvolgimento degli sviluppatori. La transizione annunciata si sarebbe svolta nell’arco di circa due anni: questo non significava attendere due anni prima di vedere i primi prodotti.
iOS 14 e l’evoluzione di iPad
Tra le novità di iOS 14 mi hanno colpito i widget e la diversa organizzazione delle applicazioni. Sono funzioni che avevano precedenti in altri ambienti, ma che Apple proponeva con la propria attenzione all’interfaccia.
Il discorso su iPad riguarda invece il progressivo avvicinamento ad attività tradizionalmente associate al computer. Nel commento considero il supporto alle periferiche di input e l’evoluzione del software come parti di questo percorso, senza identificare automaticamente tablet e desktop.
Big Sur e il giudizio sul design
macOS Big Sur porta un cambiamento visivo evidente e rafforza le somiglianze con gli altri sistemi Apple. Trasparenze, icone e applicazioni contribuiscono alla sensazione di un ecosistema più uniforme.
Nel video noto anche somiglianze con Deepin. È un confronto estetico personale, non una dimostrazione di copia. La mia riserva riguarda l’aspettativa di vedere idee più sorprendenti da un’azienda con una storia così influente.
Il bilancio della conferenza resta quindi duplice: una transizione tecnica importante e un’evoluzione coerente del software, accompagnate da aspettative creative che, per me, erano state soddisfatte soltanto in parte.