Zen Browser mi ha colpito per il modo in cui ripensa l’interfaccia di Firefox. L’ho provato nella versione alpha, soffermandomi su schede verticali, personalizzazione e organizzazione dello spazio di lavoro.

Schede, spazi di lavoro e Split View

La differenza più visibile è la gestione delle schede. Zen propone un’impostazione verticale che personalmente non considero indispensabile, ma che può risultare comoda quando si tengono aperte molte pagine.

Ci sono poi la Split View, le barre laterali e gli spazi di lavoro. Sono funzioni che cercano di ridurre il continuo passaggio fra finestre e di rendere più ordinata la navigazione.

Glance aggiunge un’altra possibilità: aprire un’anteprima di un collegamento senza abbandonare subito il contesto della pagina corrente. Il valore di questi strumenti dipende dal proprio modo di consultare il Web.

La prova quotidiana

L’ho usato per navigare su YouTube e aprire il mio canale. L’esperienza mi è parsa reattiva, ma non si tratta di un benchmark: connessione, hardware, profilo e siti visitati influenzano il risultato.

Le impostazioni permettono di intervenire sull’aspetto e sul comportamento del browser. Ritrovo inoltre elementi familiari a chi utilizza Firefox, la base tecnologica da cui parte il progetto.

Perché continuo a usare anche Firefox

Il giudizio su Zen è positivo, ma il mio ambiente di lavoro su Firefox è stato costruito nel tempo. Estensioni, preferenze e abitudini hanno un valore pratico che non scompare davanti a un’interfaccia nuova.

Sto valutando una versione preliminare, quindi molto può ancora cambiare. Il punto interessante è la direzione del progetto: offrire un’esperienza diversa sulla base di Firefox, lasciando all’utente la scelta di quanto personalizzare e di quali funzioni adottare.